Dimenticati dal mondo

Copertina di Dimenticati dal mondo


“I casi della vita mi hanno condotto in Russia. Gratis. Tutto a spese del Governo Italiano.
Ero sergente da poche settimane. Comandavo una squadra del 3° plotone della 3a Compagnia del III Btg. Mortai da 81 della Divisione Ravenna. Perciò ero uno dei 220.000 dell’ARMIR (Armata Italiana in Russia), mandati laggiù coi fucili ’91 e le fasce mollettiere a far la fine che tutti sanno.
Ero uno di quegli sciagurati che hanno fatto la “Ritirata di Russia”. Dicono e scrivono che sia stato uno degli episodi più spaventosi della 2a guerra mondiale, anche per il gran freddo che faceva. Forse è così.
Comunque, non so come, sono riuscito a tornare in Italia. Qui è doveroso un grazie alla magnifica gente dell’Ucraina, che ci ha aiutati in tutti i modi, spesso anche a rischio della vita. Non li dimenticherò mai.”

Così l’autore inizia la prefazione del suo diario scritto quarant’anni prima durante la Campagna di Russia.

Dimenticati dal mondo è un documento originale mai pubblicato fino ad oggi. Una storia vera che ci porta indietro a metà del secolo scorso, in piena seconda guerra mondiale. 1942/43 la Campagna di Russia, dal Piemonte al Don e ritorno. Poco più che ventiduenne, un sergente annota giornalmente nel suo diario quello che lo colpisce e ci rende partecipi di una immane tragedia. L’interminabile avvicinamento al fronte, prima in tradotta e poi a piedi. Le condizioni estreme e la scarsità di cibo debilitano i soldati italiani ancor prima di entrare in contatto con i Russi. I primi morti. Il rendersi pian piano conto di essere stati mandati allo sbaraglio. L’inarrestabile valanga dell’offensiva sovietica e la disastrosa rotta nell’inverno russo. L’inferno di Kantemirovka.
Quasi 90.000 italiani morti o dispersi.

L’autore, nato, da emigrati italiani, a Solothurn nella Svizzera tedesca, a 16 anni, nel 1936, torna in Italia per lavorare e imparare l’italiano. Nel ’40 è chiamato alle armi e nel giugno del ’42, a 22 anni appena compiuti, viene spedito in Russia. Il diario, scritto in tedesco e tradotto in italiano soltanto quarant’anni dopo, descrive in dettaglio sia l’avanzata che la ritirata. La lettura è agevole e coinvolgente e offre uno spaccato indimenticabile di quell’odissea. Il diario è corredato dalle cartine dei percorsi e arricchito da schizzi originali e alcune foto.

In ordine di pubblicazione i cinque anni di guerra e prigionia di Armando Franzi.
– Dimenticati dal mondo – Il mio diario della Campagna di Russia (1942/43)
– Ricordi in grigioverde – Fronte occidentale, Campagna di Russia, Prigionia sul Baltico (1940/45)
– Estate 1943 – Il mio diario dal 12.6 al 7.9 col III Btg. Mortai Divisione Ravenna in Toscana
– Dal Tirreno al Baltico – Racconti di naja e prigionia (1940/45)

Dimenticati dal mondo

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